mercoledì 9 ottobre 2013 0 commenti

Inserire la strada Statale 106 Ionica calabrese tra le priorità del Piano Regionale dei Trasporti in prospettiva di un improcrastinabile ammodernamento di questa importante arteria viaria.




Al Presidente della Giunta Regionale
Onorevole Giuseppe Scopelliti

Al Presidente del Consiglio Regionale
Onorevole Francesco Talarico

All’Assessore ai Trasporti
Onorevole Luigi Fedele

All’Assessore alle Infrastrutture e ai Lavori Pubblici
Onorevole Giuseppe Gentile

All’Assessore all’Urbanistica
Onorevole Anfonso Dattolo

Ai Componenti dell’Ufficio di Presidenza della IV Commissione Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell'ambiente
Onorevoli Gianluca Gallo, Antonio Scalzo, Fausto Orsomarso

Ai Componenti della IV Commissione Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell'ambiente
Onorevoli Aurelio Chizzoniti, Pietro Crino, Mario Franchino, Mario Magno, Ennio Morrone, Domenico Talarico, Paquale Tripodi

Ai Capigruppo del Consiglio Regionale
Onorevoli Giuseppe Bova, Ottavio Bruni, Giampaolo Chiappetta, Emilio De Masi, Alfonsino Grillo, Agazio Loiero, Sandro Principe, Giulio Serra



Oggetto: Inserimento della strada Statale 106 Ionica calabrese tra le priorità del Piano Regionale dei Trasporti in prospettiva di un improcrastinabile ammodernamento di questa importante arteria viaria.

Egregi Onorevoli,

È ormai assodato che gli investimenti infrastrutturali nel settore dei trasporti favoriscono la crescita economica, incrementano gli scambi commerciali e creano ricchezza. Senza reti efficienti, i residenti delle regioni più isolate o delle aree geograficamente svantaggiate come la nostra Calabria, rischiano di essere esclusi dall’offerta di servizi e dalle opportunità di impiego. Le infrastrutture di trasporto, in pratica, rappresentano un importante volano per lo sviluppo regionale poiché una rete di trasporto efficiente è essenziale per garantire una crescita economica sostenibile e l’equilibrio territoriale.

L’investimento che il Ministero alle Infrastrutture e Trasporti ha da poco impegnato sulla rete dei trasporti italiana è di circa 11 miliardi di euro e di questi solo 400 milioni sono destinati alla Calabria. Si tratta di risorse inadeguate che ci aiutano a comprendere meglio le ragioni della crisi economica che attraversa il nostro Paese ed insieme l’inconsistenza di un finanziamento certamente insignificante non solo per l’esigenze della nostra nazione ma  anche e, soprattutto, per la nostra regione.

Non dimentico di ricordare, a tal proposito, che per l’ammodernamento della strada Statale 106 Ionica calabrese occorro 15 miliardi di euro e che dei 400 milioni stanziati dal Ministero alle Infrastrutture e Trasporti neanche un euro è destinato a questa importante arteria viaria.

Appare evidente, quindi, che per poter realizzare cambiamenti significativi sulla rete dei trasporti in Calabria e, più nello specifico, sulla S.S. 106, bisogna inevitabilmente affidarsi ai Fondi Europei che rappresentano una fondamentale ed imprescindibile fonte di finanziamento per il potenziamento delle reti di trasporto nelle regioni più arretrate del continente qual è, appunto, la nostra amata Calabria.

Intendo ricordare che la Rete trans-europea di trasporto (TEN-T) è la base per la movimentazione dei flussi di merci, nonché lo strumento che consente ai cittadini di spostarsi liberamente all’interno dell’Unione europea. È una politica strategica che unisce la parte occidentale e orientale dell’UE e disegna il futuro spazio unico europeo dei trasporti. Si tratta, in pratica, di un insieme di progetti considerati prioritari (ad oggi sono ben 30), che vanno a formare la cosiddetta rete di trasporto trans-europea (in acronimo TEN-T, dall'inglese Trans-European Networks - Transport). La TEN-T favorisce lo sviluppo del mercato interno, rafforza la coesione economica e sociale e collega le aree insulari, remote e periferiche, come la nostra Calabria, con le regioni centrali dell’Unione europea.

Intendo ricordare, altresì, che il sostegno dell’Unione Europea alla rete TEN-T viene erogato attraverso il programma TEN-T, il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo di coesione, poiché una maggiore accessibilità rappresenta un elemento imprescindibile per garantire un’Europa coesa e competitiva.

Rispetto a queste importanti considerazioni è fondamentale riflettere su alcuni aspetti che assumono una importanza straordinariamente rilevante per il futuro della nostra amata Calabria:
1)      E’ impensabile poter ammodernare l’obsoleta rete dei trasporti calabrese, ed in particolare la S.S. 106, con i fondi erogati dallo Stato atteso che la crisi economica impone una forte riduzione degli investimenti sulla rete dei trasporti nazionali e, quindi, su quella regionale;
2)      Occorre utilizzare necessariamente i fondi europei che, a questo punto, diventano l’unica possibilità per poter investire in infrastrutture nel nostro Paese:
3)      E’ fondamentale far rientrare nella rete trans-europea TEN-T il maggior numero di infrastrutture calabresi (compresa la strada Statale 106 Ionica che da queste rete ad oggi risulta esclusa), in modo da renderle finanziabili e, quindi, ammodernabili attraverso, appunto, le risorse europee nell’ambito del programma dei finanziamenti previsti dal 2014;

Per tutte queste ragioni intendo porre alla Vostra attenzione alcune proposte che ritengo utili:

Per iniziare, ritengo sia indispensabile inserire la strada Statale 106 Ionica calabrese tra le priorità infrastrutturali della nostra regione poiché ciò significa creare – Commissione, Parlamento e Consiglio europea permettendo – una  opportunità concreta e reale di ammodernamento per questa importante arteria viaria atteso che attualmente non è soggetta a poter ricevere finanziamenti europei in quanto non rientra nella rete TEN-T.

Specificare e far rilevare nel Piano Regionale dei Trasporti, ed in un secondo momento attraverso la rappresentanza parlamentare calabrese e la rappresentanza europea, che l’attuale documento di programmazione europea TEN-T, non considera in maniera adeguata, gli obiettivi della politica di coesione economica, sociale e territoriale stabiliti dalla Strategia di Lisbona, tra le cui priorità, rientra il potenziamento delle reti infrastrutturali finalizzate soprattutto a creare omogeneità e integrazione tra territori, puntando proprio sull'integrazione della rete come attività di completamento nella misura in cui arterie viarie fondamentali per il Mezzogiorno e per la nostra regione quali la strada Statale 106 Ionica sono, appunto, escluse dalle rete trans-europea TEN-T.  
Intervenire in sede comunitaria al fine di modificare le proposte approvate lo scorso 29 e 30 maggio 2013 in ambito europeo, sulla nuova rete trans-europea di trasporto, con particolare riferimento alle decisioni intraprese nei confronti della regione Calabria affinché sia previsto l’inserimento della strada Statale 106 Ionica;

Adottare in conseguenza di quanto suddetto, ogni iniziativa al fine di evitare, che gli accordi raggiunti sulla definizione della nuova programmazione delle attività di sviluppo di interconnessione delle reti TEN-T indicati dalla Commissione europea, ove fossero approvati in via definitiva, possano accrescere ulteriormente il crescente gap infrastrutturale e socio-economico, fra l'area settentrionale e meridionale dell'Italia, ampliando inoltre il divario di una quota rilevante di aree del Mezzogiorno già sconnesse al resto d'Europa.

Colgo l’occasione, inoltre, per ricordare che il 29 e 30 maggio scorso, sono state approvate una serie di proposte avanzate dal Commissario europeo per i trasporti, Siim Kallas, sulla nuova revisione delle linee guida, della rete trans-europea di trasporti unificata TEN-T, nell'ambito delle infrastrutture esistenti e di quelle programmate dai documenti riportati all'interno degli allegati relativi all'accordo tra Commissione, Parlamento e Consiglio europeo, emerge la volontà di depotenziare – attraverso una riduzione degli investimenti – le regioni meridionali e, più in particolare, la Calabria e la Sicilia.

Le proposte approvate dalla Commissione europea lo scorso 29 e 30 maggio sulla nuova rete trans-europea di trasporto, con riferimento alle decisioni riguardanti le regioni meridionali dell'Italia e, più nello specifico, la nostra Calabria, rischiano pertanto, di accrescere ulteriormente il divario esistente sia fra Nord e il Sud della penisola, ma anche fra la nostra regione ed il resto dell'Europa in particolare nei confronti dei Paesi euro-mediterranei

Non adoperarsi in favore dell’ammodernamento della strada Statale 106 Ionica calabrese decidendo di rinunciare ad una lotta squisitamente politica assumerebbe, mai come oggi, un significato chiaro: quello di voler trascurare, sottovalutare e posticipare l'ammodernamento della S.S. 106!

Non credo sia più possibile trascurare la strada Statale 106 Ionica calabrese poiché rappresenta ormai una rete viaria tra le più carenti del nostro Paese, contraddistinta in molti tratti dal deprecabile stato di manutenzione e con una durata degli spostamenti nettamente maggiore rispetto al resto dell’Italia.
Non credo sia più possibile sottovalutare la necessità ormai improcrastinabile di ammodernare dopo decenni di abbandono la S.S. 106 anche perché queste importante arteria viaria non era stata progettata – nel ventennio fascista – per gli attuali volumi di traffico.
Non credo sia più possibile posticipare un intervento di ammodernamento della strada Statale 106 Ionica Calabrese perché questa importante arteria viaria è necessaria alla produzione e al consumo dell’intera area jonica calabrese ed è, quindi, essenziale per assicurare il benessere di un’area dell’Europa che ha enormi potenzialità di crescita.

Intendo ricordarvi, inoltre, il numero abnorme di incidenti e di vittime e feriti causate dalla strada Statale 106 Ionica calabrese: documentate nel mio libro e ancor prima sancite nel nome “strada della morte” con cui questa importante arteria viaria viene indicata e riconosciuta ormai da tutti. La “strada della morte” dal 2001 al 2010 (quindi in dieci anni), ha provocato 3.223 incidenti, 6.216 feriti e 283 vittime che diventano 335 se consideriamo anche gli anni 2011 e 2012, mentre nel corrente anno, ad oggi, ne ha provocate ben 20 e tra queste vorrei ricordare le sorelle Valentina e Teresa Fiore, di 21 e 25 anni (16 febbraio 2013 - Rossano), Domenico Iacino, 21 anni (10 maggio 2013 - Corigliano Calabro), Leonardo Gualandris, 12 anni (28 luglio 2013 - Villapiana), e Matteo Battaglia, 12 anni (24 agosto 2013 - Sellia Marina).

La nostra regione, mai come oggi, ha seri problemi di sviluppo economico in parte imputabili all’inadeguatezza dei sistemi di trasporto e alla carenza di collegamenti con le altre regioni italiane e l’Unione europea. I Fondi strutturali e di coesione sono le principali fonti di finanziamento per ridurre gli squilibri delle infrastrutture di trasporto delle nostra regione che sono tra le più arretrate dell’Unione europea ed, insieme, possono porre rimedio ad una mattanza che vede sempre più la “strada della morte” strappare alla nostra amata regione molti dei suoi figli migliori.

Non perdiamo questa occasione unica ed importantissima. Si tratta di una possibilità storica per crescere e prosperare. Non rinunciamo al diritto di creare un futuro per la nostra Calabria. Spendiamoci per fare in modo che la strada Statale 106 Ionica calabrese possa essere finanziata dai fondi europei e, finalmente, possa essere ammodernata.
  
Fabio Pugliese

mercoledì 25 settembre 2013 0 commenti

Pugliese: «Soddisfatto dell’interrogazione sulla S.S. 106 presentata dall’On. Mimmo Talarico»





Il Consigliere regionale On. Mimmo Talarico ha presentato oggi un’interrogazione a risposta immediata al Presidente della Giunta regionale, On. Giuseppe Scopelliti ed all’Assessore ai LL.PP, On. Giuseppe Gentile, in ordine ai lavori di ammodernamento della SS 106 Jonica.

«Alla luce – afferma l’On. Talarico – della richiesta formulata dal Ministro delle Infrastrutture on. Maurizio Lupi alla Regione Calabria di indicare entro il 10 settembre le opere “prioritarie” tra quelle contenute nell’Intesa generale quadro del 2002, ho inteso interrogare il Governatore Scopelliti e l’Assessore ai LL.PP. Gentile per sapere se sia stata rispettata la scadenza indicata dal Governo e se nella riscrittura delle “priorità” sia stata inserita la S.S. 106 Jonica. Credo l’ammodernamento della S.S. 106 Jonica, nel’ambito della riqualificazione della rete viaria regionale e nazionale, al di là di ogni altra considerazione sulla sicurezza per chi giornalmente la percorre, costituisca un’infrastruttura fondamentale per lo sviluppo della Calabria, per il potenziamento dei porti di Corigliano Calabro, Cariati e Crotone e della linea ferroviaria jonica – oggetto di scippi continui ed abbandonata a se stessa – e dell’aeroporto di Crotone (unico scalo aereo presente nella Calabria jonica) e che non siano più ammissibili interventi disorganici, spezzettati, sull’importante arteria, che peraltro risultano molto più costosi, oltre che non risolutivi».

Esprime soddisfazione Fabio Pugliese, autore del libro “Chi è Stato?”, un racconto-inchiesta sulla strada Statale 106 Ionica calabrese: «L’On. Mimmo Talarico, che ringrazio per la sua sensibilità, la sua determinazione ed il suo impegno politico in favore della S.S. 106, ha accolto la mia richiesta presentando una interrogazione immediata al Presidente della Giunta regionale ed all’Assessore ai LL.PP. Ritengo che sia fondamentale che i cittadini tutti sappiano quali sono le reali intenzioni del governo regionale circa l’ammodernamento della famigerata “strada della morte”. Resto convinto che l’interrogazione presentata dall’On. Talarico – data la sua oggettiva importanza – troverà una rapida risposta dal governo regionale e non rinuncio a sperare che l’ammodernamento della S.S. 106 calabrese possa risultare finalmente una priorità per la Regione Calabria. Condivido totalmente le considerazioni che l’On Talarico ha espresso sulla strada Statale 106 Ionica calabrese nell’ambito della sua interrogazione. Sono certo che la S.S. 106 è, senza ombra di dubbio, una arteria viaria prioritaria non solo per la Calabria ma per il Mezzoggiorno e l’Italia e credo fortemente che l’On. Talarico, con la sua interrogazione, possa incentivare un’importante processo di sensibilizzazione nei cittadini calabresi necessario a rinnovare quella volontà di lottare con forza per chiedere l’ammodernamento di questa importante arteria viaria; a fare in modo che i molti cittadini calabresi possano iniziare a credere con maggiore vigore in questa battaglia; utile far sostenere con maggiore slancio, forza e presenza i comitati Pro S.S. 106 perché i rischi, nel percorrere la “strada della morte”, sono di tutti; a svegliarci dal torpore che ci assale e ci ipnotizza tutti per ottenere finalmente l’ammodernamento di una strada che appartiene a tutti noi calabresi che abbiamo il dovere di non ricordare questa importante arteria viaria solo in occasioni tragiche!».

Calopezzati, 25 settembre 2013
venerdì 20 settembre 2013 0 commenti

Pugliese incontra S.E. Mons. Santo Marcianò: «nelle sue parole la necessità di non rassegnarsi»




È avvenuto oggi l’incontro, tra il Vescovo della diocesi di Rossano-Cariati S.E. Mons. Santo Marcianò e Fabio Pugliese, l’autore del libro “Chi è Stato?”, un racconto-inchiesta sulla strada Statale 106 Ionica calabrese.

Nell’incontro, avvenuto a Rossano in vescovado, il giovane autore del libro sulla famigerata “strada della morte” ha avuto un lungo colloquio con S.E. e poi l’opportunità – attraverso una lettera che si allega – di avanzare alcune proposte all’alto prelato: l’invio di una lettera pastorale al Presidente della Giunta Regionale, al Presidente del Consiglio Regionale ed i rappresentanti di tutte le forze politiche presenti in Consiglio con l’invito ad un impegno formale nella ricerca di quelle soluzioni concrete e necessarie affinché l’ammodernamento della S.S. 106 sia finalmente affrontato con decisione e risolto; istituire nella diocesi di Rossano-Cariati una giornata per il ricordo di tutte le vittime della “strada della morte” ed organizzare una fiaccolata aperta ovviamente a tutti per ricordare con la preghiera le tante, tantissime vittime, della S.S.106; si potrebbero spronare i sindaci della nostra diocesi ad unirsi all’interno di un Tavolo Permanente istituito con la finalità specifica di ottenere le risorse necessarie all’ammodernamento della strada Statale 106 Ionica calabrese; promuovere un corso, per tutte le scuole della diocesi di ogni ordine e grado, organizzato da strutture specializzate e competenti, che abbia le finalità di far capire ai ragazzi cosa occorre fare e come occorre comportarsi sulla strada, educare i ragazzi ad una maggiore coscienza civile rispetto alla necessità di ammodernare questa strada e sull’impegno che ognuno di noi può assumere individualmente affinché questo obiettivo possa essere raggiunto e poi spiegare le regioni per le quali la vita è un patrimonio prezioso che ognuno di noi deve difendere ad ogni costo e con qualsiasi mezzo.

«Sono molto orgoglioso, da cattolico, di aver avuto l’opportunità – dichiara Fabio Pugliese – di incontrare e conoscere S.E. Mons. Santo Marcianò, e poi sono molto contento di aver letto nelle sue parole una reale e viva preoccupazione rispetto alla morte economica ed alle tante vite spezzate provocate dalla strada Statale 106 Ionica. Nell’incontro è emersa la buona volontà di spendersi per riaccendere anche una piccola speranza e sono convinto che qualcosa accadrà. Ho avvertito nelle sue parole la necessità di non rassegnarsi, di ritornare a credere che è possibile cambiare e migliorare il nostro destino con l’aiuto anche di Dio. Sono fiducioso ed ottimista sul futuro dopo questo incontro e sono altrettanto certo che il mio fratello Vescovo non tarderà – appena sarà possibile – a rendere concrete idee e progetti che possono scuotere le coscienze e rinnovare nella gente la passione per la vita, per i valori che contano e per ciò che rappresenta il bene per tutti».

Calopezzati, 20 settembre 2013

mercoledì 4 settembre 2013 0 commenti

Il 10 settembre la strada Statale 106 Ionica calabrese diventerà una priorità?


«Ho chiesto al governatore calabrese Scopelliti di indicare, entro il 10 settembre, quali temi privilegiare tra quelli contenuti nell’Intesa generale quadro, di riscrivere le priorità in base alle reali esigenze della Calabria». Ha parlato di priorità il ministro ai Trasporti e alle Infrastrutture Maurizio Lupi, nello scorso luglio in Calabria. Priorità, perché quando le risorse finanziarie scarseggiano, bisogna decidere con molta oculatezza dove e come spendere i soldi.

Nelle parole del Ministro, tuttavia, è incoraggiante l’esortazione ad indicare entro il 10 settembre le priorità infrastrutturali soprattutto sulla base delle reali esigenze della Calabria. Il Ministro, inoltre, tra le sue parole sulla S.S. 106, ha parlato letteralmente di ”riscrivere” queste “priorità” atteso che, evidentemente, aveva ben noti quali fossero i contenuti dell’Intesa generale quadro.

Infatti nell’Intesa generale quadro, relativamente alla rete viaria, viene annoverata come “priorità” la sola A3 poiché capace di <<garantire un sistema di infrastrutture e di servizi per la mobilità delle persone e delle merci completamente integrato con le grandi reti di trasporto nazionale ed europee>>.

La strada Statale 106 Ionica calabrese diventa quindi una “non priorità” che – sempre come è possibile leggere dal documento – <<in attesa dell’ammodernamento complessivo […] non prevede il ricorso a costose infrastrutture, quanto alla realizzazione di interventi mirati al soddisfacimento di bisogni acclarati>> quali ad esempio <<la riqualificazione della SS 106 attraverso il completamento di opere incompiute; l’omogeneizzazione della sezione viaria; la realizzazione di arterie tangenziali alle aree urbane per favorire il drenaggio dei flussi di attraversamento e nel contempo servire meglio le stesse aree urbane; la rimozione di tratte critiche e/o pericolose; l’ eliminazione di fattori di interferenza e accessi incontrollati a margine>>.

Circa l’idea balzana di non considerare una priorità infrastrutturale la strada Statale 106 Ionica calabrese vorrei ora illustrare alcune considerazioni: a) La S.S.106 Jonica calabrese non può e non deve rappresentare una priorità regionale ma deve rappresentare di fatto una priorità nazionale, se non europea, per la posizione che occupa nel Mediterraneo e nel Mezzoggiorno d’’Italia; b) Il suo ammodernamento favorirebbe peraltro un maggiore e nuovo sviluppo dei porti di Corigliano Calabro, Cariati e Crotone ed insieme della linea ferroviaria jonica – oramai dimenticata – e dell’aeroporto di Crotone (unico scalo aereo presente nella Calabria jonica) e tutto ciò, ovviamente, contribuirà a favorire occupazione e benessere per l’intera regione; c) Non ha più alcun senso non avere un piano di finanziamento organico e completo per la modernizzazione della Statale 106 Jonica puntando su piccoli “aggiustamenti” che hanno solo il valore di sperperare denari in un momento in cui – come ha avuto modo di dire anche il Ministro – le risorse mancano; d) La Calabria jonica ha bisogno di aprirsi alle relazioni esterne, a rendere più accessibile  il proprio territorio, ad essere connessa in tempi e con costi competitivi alle grandi città e ai mercati di riferimento nazionali e Internazionali atteso che la Calabria tirrenica ha già l’A3 e, quindi, può di fatto riuscire in questo obiettivo; e) Lo sviluppo del corridoio Jonico calabrese, inoltre, si andrebbe ad unire a quello – già esistente – lucano e pugliese andandosi ad integrare perfettamente con l’adriatica: si completerebbe, in pratica, una via certamente più comoda per percorrere il Paese da nord a sud e ciò diventerebbe un elemento di sviluppo e di progresso non solo per la Calabria jonica ma per la regione intera; f) Fino a quando la strada Statale 106 Ionica calabrese non verrà ammodernata sarà incapace di attrarre investitori che da fuori possono portare risorse ad una area ormai destinata sempre più all’impoverimento ed allo spopolamento (soprattutto giovanile).

Non intendo commentare le ragioni per le quali questi argomenti non vengono affrontati e discussi da quanti rappresentano i cittadini calabresi nel governo nazionale e regionale: entrerei in una inutile polemica che non avrebbe nessun significato e nessuna utilità alla causa. Voglio tuttavia far notare quanto il silenzio relativo alle vicende della strada Statale 106 Ionica calabrese sia sempre minore grazie ad un processo emergente di sensibilizzazione e di conoscenza che avviene ormai da mesi nei social network e, più in generale, nella rete dove migliaia di persone seguono con una nuova attenzione tutto ciò che riguarda la “strada della morte”. Stupisce che di ciò se ne siano accorti ormai tutti gli organi di stampa su carta e su web e non la politica calabrese.

Il 10 di settembre è ormai vicino ed io confido nelle intenzioni più lungimiranti della politica calabrese: l’ammodernamento della strada Statale 106 Ionica calabrese ormai non è più rimandabile. Serve coscienze, volontà e determinazione da parte di una classe politica calabrese che non può e non deve più perdere tempo.

Non sempre un cambiamento produce un miglioramento ma è impensabile migliorare le sorti di una regione immersa in gravissime difficoltà senza cambiare. Confido nella volontà di voler cambiare le sorti ed il futuro nella nostra Calabria anche perché – come diceva Eraclito – <<Non  c’è nulla di immutabile, tranne l’esigenza di cambiare>>.

Fabio Pugliese
04 settembre 2013

martedì 3 settembre 2013 0 commenti

Presentazione di “Chi è Stato?” domani a Rossano in difesa del Tribunale




Nell’ambito dell’evento “Cozzo in Festa”, gli otto giorni organizzati nel centro storico di Rossano dal Comitato di Difesa del Tribunale di Rossano, domani 4 settembre alle ore 10:00 si discuterà del tema “Le infrastrutture della Sibaritide” ed avrà luogo – per la prima volta nella città bizantina – la  presentazione del libro di Fabio Pugliese “Chi è Stato?”, un racconto inchiesta sulla strada Statale 106 Ionica calabrese, il primo libro sulla famigerata “strada della morte”.

<<Sono molto contento – dichiara Pugliese – di poter presentare “Chi è Stato?” a Rossano, nell’ambito di una manifestazione a difesa del mio Tribunale. Ringrazio chi mi ha invitato perché mi permetterà anche di poter dare il mio modestissimo contributo a chi – come il Comitato di Difesa del Tribunale di Rossano – è impegnato da tempo nella salvaguarda di un presidio di giustizia che non può venire meno in un territorio, quello della sibaritide, dove gli sforzi compiuti in questi anni per sferrare un duro attacco alla criminalità organizzata rischiano ora di essere vanificati. Ammiro questa battaglia di civiltà e la considero mia e, più in generale, di tutti coloro i quali sono fortemente interessati ad uno Stato che cominci a porsi sul serio i problemi del Mezzogiorno della  legalità, la scurezza e la giustizia. Purtroppo, in un momento economico difficile in cui sarebbe stato più opportuno parlare di sviluppo  e di crescita soprattutto nel nostro territorio, dove la disoccupazione giovanile ha superato i  limiti di guardia, ci troviamo costretti a dover affrontare battaglie di retroguardia e a difesa di quel poco che c’è perché abbiamo le nostre famiglie, le nostre case e il nostro futuro, intriso di dignità e di valori in questo territorio e non possiamo e non dobbiamo subire più ulteriori umiliazioni. Mi auguro di avere al mio fianco, domattina, l’Avv. Mitidieri e l’Ing. Stasi a cui va la mia totale solidarietà, ammirazione e sostegno per il coraggio e la forza con cui – attraverso il loro sciopero della fame – sono riusciti a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di tutelare il Tribunale di Rossano e confido nel buon senso e nella buona volontà di tutti affinché questa già triste vicenda possa concludersi con un esito positivo>>.

 Calopezzati, 3 settembre 2013
domenica 25 agosto 2013 0 commenti

L’inutile discussione sulla nazionalità di Epure Andrei Valentin non ci salverà.




Non ritengo degno di un paese civile ed insieme di una stampa civile (cartacea e digitale), l’idea secondo la quale l’autista che ha travolto ed ucciso Matteo, un bambino di 12 anni che ieri ha perso la vita a Sellia Marina (Catanzaro), sulla strada Statale 106 Ionica calabrese, fosse un romeno con un tasso alcolemico superiore al limite consentito dalla legge, con l’assicurazione della macchina contraffatta e la patente sospesa e ciò, quindi, spiega e giustifica tutto.

Circa le responsabilità relative a come sia potuto accadere che Epure Andrei Valentin viaggiava nelle condizioni suddette su una Jeep Grand Cherokee, con una targa prova, sono certo che sarà presto chiarito da chi di dovere e credo sarà giusto solo allora attribuire anche ad altri le responsabilità che meritano insieme ad una pena che spero sia giusta e certa.

Trovo profondamente ingiusto far passare questa idea per la quale occorre attribuire tutte le responsabilità al giovane romeno che pur avendo gravissime colpe (peraltro, come detto, aggravate dalla sua ben nota posizione d’illegalità), nella sua tragica azione ha trovato un valido alleato: la strada Statale 106 Ionica calabrese. Una strada pericolosissima, non moderna, soprannominata non a caso la “strada della morte”.

Vale la pena, quindi, ricordare ancora una volta che questa strada ha provocato nel corrente anno venti vittime ed è utile ancora di più far notare che di queste ben nove sono decedute nel tratto cosentino della S.S. 106, sei nel tratto crotonese, due nel tratto catanzarese e tre nel tratto reggino.
A dimostrazione di quanto questa strada maledetta sia pericolosa dappertutto.

In questa domenica triste e doloroso per la Calabria ed i calabresi, mi piace pensare che il piccolo Matteo, un bambini di 12 anni, sia diventato un angelo ed ora in cielo insieme a Leonardo Gualandris, anche lui 12 anni, deceduto a Villapiana il 19 luglio scorso sulla “strada della morte”, nella luce di un sole più caldo, pregheranno affinché le loro famiglie, i parenti e gli amici, possano sentire al più presto un dolore più lieve di quello che provano oggi per la loro incredibile e prematura scomparsa. Un dolore, di questo ne sono certo, difficile da superare. Un dolore che mai finirà.

Chissà se quei due piccoli angeli, da lassù, pregheranno affinché questa nostra terra invece di spendersi al fine di trovare a tutti i costi un colpevole da linciare per la sua nazionalità possa finalmente aprire gli occhi e dopo circa un secolo in cui per la “strada della morte” è stato fatto poco o nulla possano spingere chi può e deve fare a determinarsi e poi ad assolvere al proprio dovere. Perché ormai è giunto il momento di ammodernare questa “mulattiera” ed onorare anche così la memoria delle tante vittime che essa ha provocato.

Fabio Pugliese
25 agosto 2013
sabato 24 agosto 2013 0 commenti

Matteo, 12 anni, è la ventesima vittima della strada Statale 106 Ionica nel 2013






Un bambino di 12 anni, Matteo Battaglia, è stato travolto e ucciso sul colpo da un Suv a Sellia Marina, nel catanzarese. L'incidente stradale è avvenuto stamane sulla strada Statale 106. Il mezzo, che viaggiava in direzione Crotone, ha investito il piccolo che è morto sul colpo.

Matteo è la ventesima vittima della strada Statale 106 nel 2013. Queste le diciannove vittime che lo hanno preceduto: Jonel Parus 32 anni, Carlo Chiriaco 67 anni, Vincenzo Salvatore Corvino 43 anni, Valentina Fiore 21 anni, Teresa Fiore 25 anni, Antonio Perrone 52 anni, Domenico Iacino 21 anni, Marcel Mocan 44 anni, Doru Badu 42 anni, Bruno Frustace 84 anni, Roberto Leonardo 52 anni, Antonietta Vigile 61 anni, Angelina Borelli 47 anni, Clelia Andali 57 anni, Leonardo Gualandris 12 anni, Teresa Fullone 75 anni, Giovanni Bevilacqua 73 anni, Antonia Amato 72 anni, Domenico Grillo 38 anni.

Esprimo sentimenti sinceri di vicinanza e cordoglio alla Famiglia Battaglia, ai parenti ed agli amici. Non si può morire in questo modo a dodici anni. Quest’anno, la stessa sorte, è toccata anche la piccolo Leonardo Gualandris. Matteo e Leonardo: due angeli che ricordano a tutti quanto sia pericolosa questa indecente mulattiera che vergognosamente risulta essere una “strada europea E90”.

Noi calabresi, invece, sappiamo che essa è semplicemente, drammaticamente e tristemente la “strada della morte”!

In questa giornata di lutto, l’ennesima per la Calabria ed i calabresi, non penso servano ulteriori parole per descrivere una situazione che altrove desterebbe scalpore e forte indignazione.
Penso a quanti proveranno dolore per l’ultima tragedia consumata su questa lunga “striscia nera di morte” rifletteranno con profondo dolore, amarezza e rassegnazione sulla loro personale incapacità di poter cambiare ed ammodernare questa strada. Penso a quanti, invece, possono e debbono far qualcosa continueranno a vivere nella loro torre d’avorio, distanti anni luce dall’asfalto nero di morte della strada Statale 106 Ionica calabrese. Nel silenzio, nell’indifferenza e nell’incapacità di spendersi e di adoperarsi nell’interesse esclusivo di un popolo, quello calabrese, mai come oggi isolato, non rappresentato e sfiancato da chi non lo ama.
 
Fabio Pugliese
24 agosto 2013
 
;